Area Archeologica di Industria

L’area archeologica di Industria, in consegna alla Direzione Regionale Musei del Piemonte (Ministero della Cultura), è aperta al pubblico con i volontari dell‘Associazione Culturale Athena aps, che per una convenzione dal 2020 con l’Ente statale, ha il compito di realizzare visite, laboratori, eventi e tutto ciò rivolto alla promozione e la valorizzazione del sito. Le manifestazioni sono organizzate in relazione alle iniziative promosse dal Ministero della Cultura come “Le Giornate Europee dell’Archeologia”, “La Festa della Musica al Solstizio d’estate”, “Le Giornate Europee del Patrimonio”.

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L’area archeologica di Industria (nel comune di Monteu da Po) rappresenta un caso unico nel panorama degli insediamenti di epoca romana nell’Italia settentrionale e uno degli esempi piu significativi in Piemonte, per la sua duplice vocazione commerciale e religiosa. Citata da Plinio il Vecchio, il quale la colloca presso il villaggio celto ligure di Bodincomagus (mercato sul Po), in un punto strategico sulla riva destra del Po, negli attuali territori dei comuni di Monteu da Po e di Lauriano. L’antica città romana, In età augustea, divenne uno snodo fondamentale per il transito fluviale delle merci. La rilevanza le fu atribuita in particolare per lo smistamento del metallo grezzo, proveniente dalle miniere della Valle d’Aosta per la lavorazione sul luogo e l’esportazione di manufatti in bronzo. Industria ebbe uno sviluppo intenso tra il I e il III secolo d.C: e a partire dal V secolo d. C., con l’avvento del Cristianesimo, il declinio dell’impero romano e le incursioni dei barbari, cadde lentamente nell’oblio. La sua riscoperta si deve all’interesse di due studiosi Ricolvi e Rivautella che alla metà del XVII secolo, durante la ricerca di oggetti antichi per il Museo dell’Università appena realizzato, recuperarono reperti, tra cui una lastra in bronzo escritta che ha permesso di identificare la località e ii complesso santuariale dedicato alle divinità egizie Iside e Serapide. All’inizio del XVIII secolo, gli scavi presso il sito ripresero, grazie all’interesse del conte Bernardino Morra di Lauriano con il ritrovamento di tanti reperti in bronzo e le indagini del secolo scorso, sotto la direzione dell’Università di Torino e della Soprintendenza archeologica del Piemonte hanno,portato alla luce una parte dell’impianto urbanistico, con porzioni dell’abitato con cortili, pozzi e vasche x la raccolta acque e la presenza di un mosaico pavimentale. Sono visibili anche le fondazioni di alcune botteghe in cui si vendevano prodotti legati al culto. L’area sacra è costituito dai resti dei due templi, attorno a cui si dispongono una serie di ambienti e installazioni per i riti e le attività cerimoniali praticate e in particolare durante la festa del Navigium Isidis. Il centro spirituale di grande rilevanza è espressione di una religiosità esotica e inclusiva che attrasse genti di diversa provenienza ed estrazione culturale e fu simbolo dell’integrazione tra cultura romana e influssi orientali. Industria non fu quindi solo un punto di scambio commerciale ma anche un crocevia spirituale e multiculturale, che testimoniava l’apertura dell’Impero romano verso culti e popolazioni diverse.

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